Femminicidio

Non bisogna uccidere le nostre relazioni

Complice del feminicidio un diffuso disinteresse verso la drammatica questione, come se fosse un problema soltanto femminile e solo le dirette interessate dovessero farsi carico del fardello. In realtà è un problema di tutti.

La violenza contro le donne, oltre ad essere un atto privo di qualsiasi dignità, è un problema sociale pressante nonostante l’evoluzione della nostra società.
Si uccide quasi sempre nell’ambito familiare.
Nello specifico, gran parte dei femminicidi avviene all’interno della coppia, numerosi sono i casi che investono l’ex coniuge e il partner.
Per quanto riguarda le motivazioni, è soprattutto la gelosia abbinata alla volontà del possesso il movente dei femminicidi: al primo posto l’omicidio per possesso passionale, al secondo posto, liti e dissapori.

Quanti omicidi nel nostro paese?

Alla fine del 2017 secondo i dati del Ministero dell’Interno, sono state 149 le donne vittime di omicidi volontari in Italia. Di questi, quanti sono stati femminicidi?” Non essendoci a livello europeo una definizione univoca di femminicidio, l’unica cosa che possiamo dire è che quasi 3 su 4 di questi delitti sono stati commessi nell’ambito familiare: 59 donne sono state uccise dal partner, 17 da un ex partner e altre 33 da un parente.

Quante denunce?

Troppo poche. Secondo le stime Istat ha denunciato solo l’11,4% delle donne italiane e il 17% delle straniere che dichiarano di aver subito violenza.

L’assassinio di una donna è l’ultimo atto di una violenza consumata tra le mura domestiche, luoghi apparentemente sicuri, da cui è difficile staccarsi. Per questo prima di essere uccise spesso le donne subiscono violenze fisiche e mentali di ogni tipo senza denunciare o farsi aiutare. Si ritrovano così a ripetersi «non sta succedendo a me», o, addirittura, a sentirsi in colpa, mentre si preparano il giorno dopo a dire ai figli, poi ai colleghi, agli amici, ai genitori, che non è niente, che hanno di nuovo sbattuto contro la porta.